agoraliberale

Partito politico membro di diritto del Movimento Europeo - Italia


Spero vivamente che il prof. Quaglieni ed " Il Torinese" per il quale ha scritto questo piacevole ricordo di Antonio Martino, non si dolgano più di tanto per il "copia ed incolla" che ne abbiamo fatto con il solo scopo di ricordare un  liberale tramite una autentica voce liberale. Un breve ricordo di Antonio Martino, proveniente dalla Sua Messina, potrete poi anche leggerlo nella pagina che Agorà ha riservato al sen. Enzo Palumbo.

 

 

Antonio Martino l’ultimo grande liberale
di Pier Franco Quaglieni

Io che sono stato molto amico di Valerio Zanone, dovetti ricredermi su Antonio Martino dipintomi come un liberista più che un liberale. Non sempre il liberismo coincide con il liberalismo, come ci ha insegnato Benedetto Croce. Quando lo conobbi a Messina per iniziativa del comune amico Girolamo Cotroneo, andai un po’ prevenuto e discutendo con lui giunsi a dirgli che anche la Cina comunista pratica il liberismo economico più sfrenato.
La mia era ovviamente una provocazione, ma servì a portare i nostri discorsi su un terreno molto concreto. Mi resi conto che Martino era un vero liberale ,certamente non solo perché figlio di un grande liberale e ministro degli Esteri a cui si deve l’inizio della nascita dell’ Europa, quel Gaetano Martino oggi quasi del tutto dimenticato di cui mi parlava l’amico Vittorio Badini Confalonieri, che voglio accomunare nello stile proprio dei gentiluomini liberali ,così distanti dai politicanti d’oggi. Antonio Martino volle tentare di arrivare alla segreteria del PLI nel 1988 come leader di una minoranza che non era alla sua altezza e andò a cozzare contro l’egemonia zanoniana che aveva portato il partito a sinistra ed era riuscita a ricondurre il microscopico partito al Governo. La linea di Martino era per un liberalismo più coerente e meno legato al potere. Nella crisi indegna che segnò la chiusura non certo gloriosa del Partito di Cavour, di Giolitti e di Soleri, Martino ebbe modo di trovare accoglienza e rispetto in Forza Italia a cui diede idee liberali e soprattutto, insieme a Giuliano Urbani, una credibilità politica che le mancava totalmente. Ma va detto che il ruolo da lui esercitato nella fase costituente non venne rispettato nei decenni successivi. Fu apprezzato ministro degli Esteri e della Difesa nei governi Berlusconi, tra i pochi ministri di alto livello intellettuale e politico. Se scorriamo i nomi dei ministri berlusconiani il suo è stato l’unico nome di autentico prestigio seguito solo da Franco Frattini che fu anche lui agli Esteri. Forza Italia fece di lui molto presto un blasone nobiliare per coprire il partito di Dell’Utri, di Verdini, di Bondi, togliendo spazio politico a Martino che, non avendo particolari ambizioni politiche, fu un disciplinato deputato fino al 2018 ,quando decise di non ricandidarsi. Posso dire che non era amareggiato per una sostanziale emarginazione personale,ma perché le sue idee liberali erano andate totalmente disperse. Martino aveva la stoffa del leader e ogni volta che parlava riusciva a dire cose non banali,frutto di una cultura di altissimo livello. Lo ascoltai un’ ultima volta quando parlò del suo incontro con Putin di cui dette una descrizione disincantata ed obiettiva. Martino era molto professore ed assai poco fazioso: la lucidità della cultura prevaleva su tutto. Aveva delle riserve sull’unificazione europea e sull’euro così come si stavano delineando e molte delle sue osservazioni avevano un fondamento di verità. Forse nessuno gli diede seriamente ascolto e questo la dice lunga sul declassamento della politica d’oggi. Fu il ministro che abolì il servizio militare obbligatorio,già deciso in precedenza. Io credo che un uomo come lui lo abbia fatto perché costretto dalle scelte compiute .Una volta gli dissi le mie riserve sul fatto che senza un po’ di disciplina militare avremmo avuto una generazione di rammolliti .Sorrise, non commentò, ma capii che anche lui condivideva la fondatezza di quel dubbio. Oggi la cultura liberale italiana ha perso l’unico vero punto di riferimento su cui poteva contare. Spero che gli amici della sua Messina, raccolti attorno al senatore Enzo Palumbo, possano colmare il vuoto con la loro nascente “ Democrazia liberale “,unica speranza che ci sia rimasta per una rinascita liberale autentica.
scrivere a quaglieni@gmail.com

 

Riflessioni sul Presidente

 

Dopo l'indecoroso spettacolo offerto dai "leader" di Partito in n. 5 votazioni, dopo la processione dei capi gruppo al Quirinale, ma sopratutto dopo la telefonata di Draghi, il Presidente ha cambiato idea. Ciò significa che il Paese non dispone di alcuna alternativa al Presidente Mattarella e che questi non ne fosse a conoscenza. Meraviglioso.

 

Quirinale: ciò che Berlusconi non ha capito -

 

 

Mentre tutta Italia è in attesa di sapere se il Cavaliere sarà o non sarà il candidato del centro destra al Quirinale, l'esperienza politica induce ad alcune riflessioni. Draghi non ha fatto mistero d'essere interessato all'elezione della più alta carica dello Stato, e, conseguentemente, è l'avversario che Berlusconi teme. Il Cavalire avrebbe potuto metterlo all'angolo con una semplice dichiarazione, quella della rinuncia alla candidatura, ma con un chiaro avvertimento: quello della contemporanea decisione di ritenere chiusa, per il caso di dimissioni di Draghi dovute alla sua elezione al Quirinale, l'esperienza del Governo tecnico. Se è vero ciò che si apprende per strada e non quello che riportano i media circa la popolarità di Draghi, di Speranza, di Bianchi e del Governo in generale le elezioni anticipate porterebbero il centro destra alla sicura vittoria sul centro sinistra, che sarebbe probabilmente una iattura, ma lo è anche un Parlamento che da anni non rappresenta più il reale consenso dei cittadini, e non solo in relazione al peso politico dei 5 stelle. In ogni caso, il fatto che nessun politico del centro destra abbia suggerito al Cavaliere i passi da compiere per raggiungere un o dei due obiettivi ( elezione del Cavaliere o Governo di cento destra ) facilmente perseguibili date le preoccupazioni dei parlamentari grillini, il reale indice di gradimento del Governo ed il malcontento che serpeggia fra gli elettori a causa della evidente illogicità nella scelta dei rimedi imposti contro la pandemia e del trascinamento del Paese verso una catastrofe economica, lascerebbe supporre, per fortuna, che la parentesi governativa del centro destra non durerebbe a lungo. Se poi un miracolo riuscisse a diradare la nebbia che avvolge le scelte politiche degli Italiani, avvicinandoli all'idea liberale, si starebbe tutti meglio, anche perchè sarebbe impossibile far peggio di quanto propinatoci da un Governo che acomuna destra, centro e sinistra con relativi supporti mediatici di riferimento.

22.01.2022                                          Pasquale Dante

 

Il voto del Presidente del Consiglio ed il rispetto delle Istituzioni

 

L'Ansa ha pubblicato oggi un video che ritrae il Presidente Draghi al momento del voto.

La prima immagine che si vede è quella di un ragazzo seduto al tavolo degli addetti alle operazioni di voto, in pantaloncini corti.

Il Presidente Draghi entra e nessuno si alza in piedi.

Esce e nessuno si alza in piedi.

Nessuno lo accompagna alla porta.

Probabilmente gli astanti non hanno compreso la gravità del loro comportamento, perfettamente in linea con la gretta superficialità del Paese.

Il problema è che anche il Presidente del Consiglio, allonanandosi con un sorridente "ciao" al giovanotto con i pantaloncini corti rimasto seduto al suo posto di lavoro ed incurante, non ha ritenuto di ritrarsi, invitare la scorta ad informare il Presidente del Seggio riguardo le norme elementari di comportamento in  casi quali quello in esame e porre rimedio ad una offesa così grave, non alla sua persona ma alle Istituzioni.

Ha capito tutto..... presto lo vedremo al Quirinale dove i commessi, lautamente remunerati, al suo passaggio continueranno a leggere il corriere dello sport.

03 ottobre 2021                                              Pasquale Dante

 


Toglieteci tutto, tranne il superfluo.

 

Sappiate bene che ciscuno di noi è liberissimo di tenersi la malaria, la febbre dengue e persino l'apparente innocua influenza.

Eppure, come pubblicato dalla rivista Science Translational Medicine, pare che dette patologie, insieme alla tubercolosi ed alla HIV portino al decesso circa tre milioni di persone ogni anno oppure, se preferite, al decesso di circa 8000 persone al giorno.

Ciò premesso, visto che grazie alle cure mediche ci siamo lasciati alle spalle i camion con centinaia di bare e visto che, dimenticando quei giorni, la popolazione ha ripreso un ritmo di vita regolare insistendo per la riapertura persino di stadi e discoteche onde evitare non la pandemia... ma che una moltitudine di cantanti e sopratutto calciatori rischino di perdere i lauti guadagni di una volta, è necessaria una riflessione ispirata alla logica.

Il green pass esclude il contagio? Pare proprio di no, tuttavia il vaccinato ha minori possibilità di ritrovarsi in terapia intensiva.

Bene, la logica sugerisce che il non vaccinato, per i maggiori rischi, abbia ad usare ogni cautela per evitare di contrarre l'infezione.

Rinuncierà allo stadio, ai concerti all'aperto e sopratutto al chiuso, non andrà in discoteca, si asterra anche dal frequentare cinema e musei ed anche se in Chiesa rimarrà l'obbligo per le donne di tenere il capo coperto e d'essere decentemente vestite, il nostro essere umano non vaccinato, si limiterà all'ascolto via radio della Liturgia domenicale, di " ascolta si fa sera" e di ogni intrigante discorso del Sommo Pontefice, astenendosi dal recarsi a piazza S. Pietro.

Premesso quanto precede, ci piacerebbe comprendere la logica, da una parte, dei divieti imposti a quanti impegnati a scansare il virus e dall'altra, della libertà di circolare a piacimento rilasciata agli untori ( anche presso Scuole ed Ospedali).

Il medico no vax, se ha interesse ad evatare l'infezione, farà ovviamente di tutto per non essere contagiato e non contagerà i malati, eguale riflessione si potrebbe proporre per gli insegnanti a scuola e per gli impiegati presso ogni ufficio, pubblico o privato che sia.

Se ne deduce - salvo chi scrive sia fuori di testa ...- che il green pass è solo un lascia passare per il Covid 19.

Poichè le riflessioni che precedono sono dettate dalla logica, è naturale che il 90% degli italiani, afflitti dalla stupidità che partorisce la classe politica che imperversa, inneggi al miracolo Draghi che avrebbe debellato la pandemia grazie al generale Figliolo ed ai vaccini, ma la storia non finisce qui.

Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizie Municipali e guardie carcerarie, in questi ultimi mesi hanno un solo obiettivo: perseguire i no vax.

Indefessi tutori dell'ordine, incollati alle sedie, osservano attentamente internet alla ricerca di scalmanati pronti ad uccidere pur di cancellare l'obbligo del green pass e ci riescono tanto bene che - ne sono certo - anche riguardo Messina Denaro, sapranno certamente non dove si trova, ma se è vaccinto, e , per il caso affermativo, se è vaccinato con o senza richiamo.

Per il resto la vita scorre nella normale mancanza della lotta alla criminalità organizzata, al traffico della droga ed alla corruzione e senza il benchè minimo controllo sulla guida pericolosa ( che imperversa e ,sotto effetto di alcool o droga, fa quotidiana strage di vite umane ) posto che i tutori dell'Ordine da tempo hanno perso la battaglia contro la delinquenza ad ampio spettro per il controllo sul territorio.

Anche a livello locale, ci si dedica alla più remunerativa ( e meno pericolosa...) attività di controllo sulla sosta dei veicoli o su piccole infrazioni, ma, si badi bene, solo nei quartieri ove , non essendo impossidenti, non è conveniente strappare l'avviso di accertamento della violazione al codice della strada.

Trovandomi casualmente in un piccolo centro della Sicilia in occasone della celebrazione della festa del Santo Patrono, ho notato che, nonostante la "zona gialla" con obbligo di maschera all'aperto, tutti gli astanti, stretti intorno al Simulacro senza il rispetto delle distanze, ne erano sprovvisti.

Di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia nemmeno l'ombra, salvo la frenetica attività di un gruppetto diVigili Urbani dedita alla inutile regolamentazione del traffico bloccato dagi astanti.

Da me interpellato riguardo l'opportunità di intervenire per l'uso della maschera, uno dei Vigili mi ha guardato sbalordito e,dopo un attimo di esitazione, senza proferire parola, mi ha invitato ad andare avanti con ampi movimenti della paletta.

Riguardo la vaccinazione si può essere favorevoli o contrari, ma la stupidità, dall'una e dall'altra parte sono il risultato di un atteggiamento superficiale, anzi infantile, che raggiunge la vetta in alcune dichiarazioni dei leader di ogni parte politica.

Se stessi in Parlamento ed in occasione delle votazioni per la designazione del Presidente della Repubblica gridassi " Messina danaro for president..." quasi certamente scoppierebbe un applauso liberatorio, ma non solo in quel consesso, purtroppo anche nel Paese.

Ciacuno di noi, quotidianamente, rischia non solo di ammalarsi ma anche di morire a causa del far west in cui alcuni sono costretti, altri ben lieti di condurre l'esistenza.

Adesso c'è il green pass: i francesi amano ripetere "toglieteci tutto tranne il superfluo...". Ottima idea, andiamo avanti così.

30 settembre 2021                                       Pasquale Dante 

Tatuaggi alla Vacinada....

ed aboliamo anche il Concordato

 

Per i Wagner dei PC, per i Benvenuto Cellini degli hi phone, per i Niccolò Paganini dei tablet, può andare bene così: la politica come clamore, rissa o suadente persuasione che sia, anima i social e rende incandescenti tutte le tastiere.

per la Politica, quella seria, le cose stanno in modo diverso.

C'è una lettera del 15 gennaio 1959 scritta da Luigi Einaudi ed indirizzata ad Andreotti ove si legge: " .... altri non amano vedere nella scena posti problemi filosofici o politici o sociali, sia perché a problemi debbono far fronte nella via quotidiana, e sia perché gli scrittori divulgati di commedie e di drammi sono chiaramente disadatti a porsi e sopra tutto a risolvere problemi i quali non siano futili... " figuriamoci cantanti e comici.... Grillo docet.

La verità è che Fedez e Zalone, così come Grillo e molti altri, devono ceretamente esser liberi di cantare o dire ciò che desiderano: il problema è che la gente dovrebbe smetterla di recepire acriticamente messaggi frutto di una elaborazione fragile e, sopratutto, che la classe politica dovrebbe smetterla di occuparsi di ciò che dicono i personaggi dello spettacolo quando fanno spettacolo.e, spesso, anche quando concedono interviste finalizzate ad esplorare il loro punto di vista, non solo su delicati temi politici ma sull'intero scibile umano. 

 03 Maggio 2021                                                                    Pasquale Dante

 

aggiornamento al 23/06/2021

 

Fedez, con un messaggio Urbi et Orbi riportato persino dall'ANSA avverte il Governo italiano che sarebbe ora di abolire il Concordato. Il Santo Padre, che è persona seria, gli toglierà l'amicizia....

 

  

Soccorso rosso

Cari amici liberali,

Il crollo del muro di Berlino ha rotto il complesso di interessi politici contrapposti in favore dei quali Uomini di Stato d'opposte fazioni s'erano dati battaglia, qui in Italia, sin dal secondo dopoguerra.
Il povero Occhetto, in quegli anni, cercò di spiegare che sarebbe stato opportuno inventare qualcosa di nuovo, ma non ebbe successo, tuttavia, qualcosa si mosse.
Parte della magistratura si accorse, improvvisamente, che i Partiti Politici usufruivano di finanziamenti illeciti decretandone la fine.
Le indagini misero all'angolo DC PSI ed i Partiti Laici minori: per il resto, si preferì sorvolare sulle faccende, certamente non trascurabili, gestite dal PCI che potè prendere respiro, riflettere ed organizzarsi.
Stando così le cose, mentre tutti i Partiti Politici tradizionali chiudevano i battenti, nascevano due nuovi poli di aggregazione, l'uno di centro destra, guidato con l'entusiasmo del neofita da Berlusconi, l'altro, di centro sinistra, abilmente controllato dai navigati dirigenti del vecchio PCI.
Durante questi 30 lunghi anni, a parte il tentativo di Rutelli di dare voce ad una formazione più attenta alla moderazione centrista, il ceto medio è stato privo di rappresentanza politica ed è stato massacrato.
La fascia intermedia fra ricchezza e povertà, negli ultimi 30 anni, s'è ridotta dal 40% al 20% , con regressione del 20% ad un tenore di vita ormai equiparabile a quello dei meno abbienti.
E' probabile che il ceto medio abbia meritato la sorte che gli è piombata addosso, visto che le percentuali raccolte dai pentastellati riguardano solo in parte trascurabile consensi sottratti ai due poli.
D'altra parte, la classe politica di riferimento del ceto medio, non è stata capace di offrire un progetto politico aperto alle ragioni della borghesia produttiva, fermo restando che non vi sarebbe stata necessità di un De Gasperi per mettere in ridicolo personaggi come Grillo.
Bene, ciò premesso, la pandemia promette di radere al suolo ciò che resta del ceto medio, ormai destinato ad accrescere i tanti che sopravvivono solo grazie a provvedimenti assistenziali, ma è proprio questo il punto.
Il fuoco rosso che alimenta tutti i provvediemnti assistenziali ( reddito di cittadinanza ed altre stupefacenti trovate per far crescere il disinteresse verso il lavoro), determina aggravio del bilancio e crea la costante diminuizione delle risorse economiche da destinare ai ministeri che si occupano di cose serie.
Quanto precede, già oggi determina l'insopportabile degrado in cui versa ogni pubblica funzione, dalla Sanità alla Giustizia passando per l'istruzione ed a parte i disservizi riguardanti il trasporto e la manutenzione delle Opere Pubbliche.
Fra non molto, con la crescita della povertà e della domanda di assistenza, il nostrro Paese sarà paragonabile, riguardo le condizioni di vita, a quelle che guardavamo, con tristezza, essere presenti in Unione Sovietica prima della perestroika.
Ma - qui è il monito - tutto questo non può dispiacere alla sinistra poichè è del tutto naturale che il voto dei bisognosi sarà necessariamente indirizzato a chi dell'assistenzialismo è artefice e strenuo difensore.
Salvini, la Meloni, Berlusconi ed i loro consiglieri e supporter di centro destra, naturalmente portati a difendere le ragioni e sopratutto gli interessi del grande capitale che si arricchisce appropriandosi di buona parte del danaro immesso sul mercato per l'acquisto di derrate alimentari e di altri beni non sempre di prima necessità, non si sono ovviamente resi conto del nuovo corso socio economico favorevole alle sinistre ed agevolato dalla crisi pandemica.
Nessuno avverte che la crescita dei consensi per Salvini e la Meloni è un effetto solo temporaneo e dipendente dalla reazione alle chiusure impostre dalla pandemia.
Quando la maggioranza assoluta degli elettori sarà davvero con l'acqua alla gola,
l'unico rimedio possibile rimarrà quello assistenzialistico promosso dalle sinistre che potranno così realizzare il progetto politico di riferimento, ovvero quello di distruggere l'economia e l'imprenditoria privata per delegare tutto al pubblico.
Per adesso, chi ha un buon conto in banca e capitali, non si accorge delle conseguenze politiche incombenti e di cosa potrà accadere quando, ottenuta la maggioranza assoluta alle Camere, il Governo delle sinistre troverà mille occasioni per ridurre a zero ogni risorsa che abbia riferimento al privato.
Per fugare ogni dubbio al riguardo, basti pensare, già oggi, al blocco generalizzato degli sfratti senza la previsione di un controllo da parte del Giudice dell'Esecuzione sul reale stato di necessità dell'esecutato e sulle ragioni dell'esecutante, ed alla erogazione del reddito di cittadinanza con onere per lo Stato di reperire opportunità di lavoro quando sarebbe stato logico porre a carico del beneficiato almeno l'onere di attivarsi, reperire ed indicare un datore di lavoro disponibile all'assunzione, così rendendo l'erogazione utile sia al datore di lavoro che al lavoratore oltre che alla crescita produttiva ed alla lotta al lavoro in nero.
Poichè soluzioni equilibrate ed elementari quali quelle appena riassunte come esempio sono state disapplicate in quanto politicamente sconvenienti, il disegno politico di riduzione del ceto medio a condizioni vicine a quelle della povertà è dato certo.
Al momento, la ricchezza consente l'acquisto di immobili e di potenti autovetture a prezzi stracciati insieme ad altre mille opportunità di investimento foriere di lauti guadagni.
Ma, ne siano certi i benestanti: appena la sinistra avrà ottenuto il controllo politico sulle Camere e sul Governo, sarà su di loro che si abbatterà la scure della patrimoniale e di un carico fiscale adeguato alle nuove, enormi, necessità assistenziali cui il Paese sarà ormai abituato ed irrimediabilmente gravato.
5 aprile 2021                                                                                              Pasquale Dante

 

RALPH DAHRENDORF UN SOCIOLOGO  

LIBERALE IN CONFLITTO CON L’AUTORITA’

 

di Pasquale Dante

Nato ad Amburgo il primo maggio del 1929, Ralph Dahrendorf  si è spento il 17 giugno 2009, subito dopo avere compiuto gli ottanta anni di una vita di intenso amore per gli studi filosofici e sociologici, coronati con importanti riconoscimenti internazionali sia  sul piano accademico che su quello politico, ove ha lasciato una traccia indelebile nel liberalismo internazionale.
Sul piano accademico, lo ricordiamo professore di sociologia ad Amburgo, Tubinga e Costanza dal 1958, dal 1974 al 1984 direttore della London School of Economics e dal 1987 al 1997 Amministratore  del St. Antony College presso l’Università di Oxford, sul piano politico lo ricordiamo parlamentare liberale tedesco negli anni 1969 e 1970, Segretario di Stato del Ministero degli Esteri Tedesco e componente della Commissione Europea a Bruxelles dal 1970, Presidente d’Onore di Liberal International quando ne era Presidente Giovanni Malagodi, ed infine, sino ad oggi, Patron della stessa Associazione. Acquisita la cittadinanza britannica dal 1988, nel 1993 fu nominato Lord a vita dalla Regina Elisabetta II e nel 1997, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione, fu chiamato a presiedere il Congresso dell’Internazionale Liberale.
E’ evidente che, come liberali, dobbiamo molto a Ralph Dahrendorf per il contributo che Egli ha offerto, come uomo, come filosofo e come sociologo alla evoluzione del nostro pensiero.
L’Uomo Dahrendorf, a mio sommesso avviso, lo si scopre rileggendo il prologo  da Lui tenuto alla Bocconi, in occasione dei cento anni della fondazione della Scuola.

In quella circostanza, egli ha rammentato con commozione il 1947 ed i suoi primi anni da studente presso l’Università di Amburgo, precisando innanzi tutto, che per i genitori operai l’università era rimasta un sogno lontano.
E nel seguire le sue prime lezioni, che erano quel sogno a lui concesso, a volte anche seduto sul davanzale della finestra dell’Aula o sul pavimento accanto al Docente dato il sovraffollamento e la mancanza di strutture,  si riteneva comunque protagonista di una grande, meravigliosa avventura della mente.
Passione quindi per la conoscenza, ed approfondimento degli Studi come opportunità per sostenere il processo di crescita civile ed economica delle Nazioni.
Sul piano politico, filosofico e sociologico Dahrendorf, feroce oppositore di quanti consideravano la Libertà una semplice espressione verbale priva di contenuti politici conseguenti, ha elaborato una importante teoria dinamica del pensiero liberale, avversa al liberismo fondato sul capitalismo di debito  ed attenta alla necessità di promuovere un mercato nuovo, entro il quale contemperare i legittimi interessi dei possessori di beni con quelli dei Cittadini consumatori di quegli stessi beni , evitando che questi ultimi potessero essere influenzati dai loro processi produttivi.

In questa lucida visione dei pericoli del mercato dominato dal primato del potere, dal forte condizionamento che esso esercita attraverso una visione coercitiva e relazionale fra i diversi gruppi dominanti  in un contesto normativo ideato ed  emanato per affermare criteri ed indici di “desiderabilità” del prodotto, Dahrendorf denunciava il nuovo conflitto di classe  fra i potentati detentori del potere legittimo, che lo sfruttano anche normativamente per indirizzarlo e comprimere ogni dissonanza,  ed  ogni sfera sociale destinata alla ricezione di quegli ordini.

Queste riflessioni, che ho sentito il desiderio di riassumere osando forse troppo,  sono il concentrato del ricco patrimonio che Ralph Dahrendorf  lascia ai Liberali del nostro Pianeta.

Superfluo avvertire come, proprio in Italia, ove il nuovo conflitto avvertito da Dahrendorf  si manifesta giorno dopo giorno in tutta la sua potenzialità distruttiva, i liberali non abbiano ancora colto l’importanza di quella felice ed attualissima intuizione, unendo le loro forze per denunciarne i pericoli: tuttavia, ancora una volta con Dahrendorf, siamo costretti a registrare che per alcuni, la Libertà rimane una pura e semplice espressione verbale di comodo che,  nonostante priva di contenuti politici, assolve quanti ritengono di militare in formazioni ideali che ad essa si richiamano, svolgendo così il poco nobile ruolo d’utili idioti asserviti al neo capitalismo autoritario da cui ricevono l’ordine perentorio di smetterla di pensare, riuscendovi per altro, senza sforzo ed alla perfezione

  

 

STARE IN EUROPA

di Pasquale Dante 

26 aprile 2019

 

Diciamolo francamente, noi Italiani ci amiamo ed in questo non facciamo eccezione alla regola: in molti si amano, il problema è che noi ci corrispondiamo appassionatamente.
Riusciamo ad amarci girovagando per Città sporche, trasandate e piene di buche, riusciamo ad amarci anche quando scansiamo le pallottole che ormai volano per aria come fossero coriandoli lanciati da bambini festosi nei giorni di carnevale, riusciamo ad amarci anche quando siamo costretti a convivere con la mafia la ndrangheta la sacra corona unita ed ogni altra diavoleria nelle sue mille sfaccettature, riusciamo ad amarci nonostanti consapevoli della corruzione, arte nell'esercizio della quale superiamo le capacità dei maestri della pittura rinascimentale e, per non farla lunga, ci amiamo appassionatamente al punto di dare ai Salvini ed ai Di Maio le responsabilità politiche, non della Svizzera, dove anche con un Governo dedito ai lazzi del goliardismo più deteriore le cose andrebbero bene lo stesso, ma di un Paese come quello appena descritto.
Ciò pèremesso, da qualche tempo, non sensa bisticciare con i congiuntivi, che è quanto dire, da più parti politiche si ritiene utile e producente prendere le distanze dall'Europa, come se tutti i problemi sopra riassunti fossero, non frutto di nostra inciviltà, ma diretta discendenza dalla scellerata decisione di adervi.
Stiamo scherzando?
Qui bisognerebbe ringraziare, se non tutti, la maggior parte dei Paesi Europei, per la clemenza a noi concessa nel tenerci all'interno di un contesto civile: tuttavia questo è il mio personale pensiero, poichè, stando alle preferenze raccolte da sovranisti e populisti, la maggioranza degli Italiani ( votanti) sembrerebbe pensarla in modo diverso.
Prevedo imminenti disastri, ma state tranquilli, siamo pur sempre in Italia ed al risarcimento dei danni provvederà uno dei soliti condoni.

  

Lo avevamo previsto:

3 maggio 2019 - ANSA 

 Spari tra la folla a Napoli: 3 feriti, grave una bimba

 

17 luglio 2019 - ANSA

 

Doppia 'stesa' la scorsa notte a Napoli.

Due raid intimidatori con spari all'impazzata si sono verificati in due zone della città. Due bossoli sono stati ritrovati alla Sanità, davanti alla chiesa nella piazza dove fu ucciso per un'altra stesa, il giovane Genny Cesarano vittima innocente di un raid di camorra. Altri otto bossoli sono stati invece ritrovati in piazza Materdei. Tutti i bossoli sono calibro 9 x 21. Su entrambi i fatti indaga la Polizia. Non si esclude che possa trattarsi della stessa banda ad essere entrata in azione: i due posti non sono lontani l'uno dall'altro

 

14 settembre 2019

 

Un uomo di 31 anni è stato ferito ad una gamba a colpi d’arma da fuco in via Acton, a Napoli. E’ ricoverato all’ospedale “Loreto Mare”: le sue condizioni non destano preoccupazioni.

L’episodio si è verificato intorno alle 5 di questa mattina. 

L’uomo ha riferito che era bordo della sua auto quando ha avuto una discussione con altri automobilisti. Uno di questi ha estratto una pistola e lo ha ferito. Indaga la polizia.