agoraliberale

Partito politico membro di diritto del Movimento Europeo - Italia


 

 

 

Cari Amici,

Il mio regalo di Natale, è il riporto di un pregevole ( e quanto mai attuale) intervento di Valerio Zanone risalente al 2013 e tenuto in occasione della commemorazione di Norberto Bobbio: per leggerlo, basterà cliccare sulla pagina del Sito dedicata a Zanone e Chiarenza.

Passiamo ad altro.

la politica estera è di una complessità estrema.Per comprendere sino in fondo quanto accaduto in queste ultime settimane, in cui abbiamo dovuto registrare l'attacco della Turchia ai Curdi e le conseguenti decisioni adottate dalle grandi potenze, ho pensato di ricorrere all'aiuto di Albertino Pace, giornalista con sicura esperienza di politica estera: mi è bastata la rilettura di un Suo articolo scritto nell'ormai lontano 2011 per comprendere come, anche in questo caso, ogni attenta  riflessione, rimanga sempre attuale e di sicuro interesse. Vi lascio alla lettura di Pace dal quale attendo, per proporvelo, un aggiornamento mirato alla comprensione delle reali ragioni che hanno determinato la decisione dell'aggressione al Popolo Curdo e le conseguenti mosse strategiche e diplomatiche adottate dai Paesi interessati - direttamente ed indirettamente - a quel conflitto.

Pasquale Dante

 

 

 

 

 

 

Oscar Bartoli è un giornalista autore di diversi libri, con la passione per la musica e dotato  di buon senso laico, che vive a Washington. 

Avevo voglia di scrivere, esattamente, quanto Lui ha scritto ed inoltrato via mail ad una cerchia di Suoi lettori.

Ringraziandolo per avermi risparmiato la fatica di esprimere gli stessi concetti, cedo a Lui la parola con una unica precisazione: l'imbarbarimento, la volgarità diffusa nel linguaggio, il mancato rispetto delle più elementari regole di educazione civica, l'incontenibile voglia di fare del male  si percepiscono di più nei grandi centri, In quelli più piccoli, prevalgono solitudine e disperazione.

Pasquale Dante

 

 
 
 Ma che c'importa, ma che ce frega...
di Oscar Bartoli
 
4 novembre 2019
 

Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera ha scritto un lungo articolo che ridotto in soldoni sostiene che gli italiani sono un popolo incolto, privo di senso civico, affetto da diffusa violenza, ultimo nella classifica tra i paesi europei quanto a consapevolezza del vivere in una democrazia.
Le riflessioni del noto professore-giornalista sono in larghissima parte condivisibili.
Durante le nostre peregrinazioni in Italia che si prolungano per diverse settimane siamo testimoni dell'imbarbarimento crescente nella vita quotidiana del Bel Paese.
Credevamo che la volgarità diffusa nel linguaggio, il mancato rispetto delle più elementari regole di educazione civica, l'incontenibile voglia di fare del male ovvero la cifra del traffico fossero tutte qualificazioni del comportamento di quelli che vivono a Roma e che in larga parte romani non sono.
Ma girando per altre regioni, isole maggiori e centri abitati ci è capitato di registrare con sorpresa la diffusione della stessa cattiveria romana, anche se espressa in contenuti e livelli più limitati.
Gli italiani sembra che vivano per mangiare. Gran parte della socialità si condensa intorno ai tavoli complice anche e soprattutto la bontà del cibo che ha connotazioni diverse a distanza di poche decine di chilometri.
Il noto stornello romanesco sembra essere l'inno nazionale per eccellenza.
Facile quindi, come per l'acuto critico del Corriere della Sera, sostenere che "è tutto sbagliato tutto da rifare".
Che l'Italia sia affetta da una pesante e accentuata involuzione del costume, che sia sempre più evidente l'aumento dell'insoddisfazione generalizzata a fronte delle istituzioni che non funzionano, della difficoltà nel tirare avanti, del cicaleccio continuo dei politici nei loro pollai televisivi, ebbene: tutto questo è palpabile.
Ma le generalizzazioni peccano sempre per eccesso di generalità.
Quello che si percepisce immediatamente vivendo a Roma e in altre aree contaminate dalla romanità, e' che si tratta di schiume, spesso maleodoranti.
Queste schiume mettono a repentaglio la consistenza del tessuto connettivo sociale che nella sua struttura fondamentale è fatto di gente con sani principi morali, un alto concetto della famiglia nella quale ci si rintana per fuggire alla pubblica dissoluzione del bene comune.
Insomma, l'Italia non è quella del traffico, quella dei talk show televisivi e radiofonici, quella dei parolacciai di professione, quella dell'inconsistenza dei governanti, quella delle tante mancate promesse, quella di coloro che vogliono spaccare tutto ma non sanno e non vogliono darsi da fare per costruire qualcosa di buono.
C'è una stragrande maggioranza dei 60 milioni di italiani  fatta di gente perbene che si fa il mazzo ogni giorno per portare a casa un po' di soldi, ci sono milioni di donne che non hanno per modello di comportamento le centinaia di sgallettate dei rotocalchi pronte a tutto e costantemente sculettanti per vendere la propria merce. Quelle donne sono l'ossatura della cellula familiare così come lo sono state le loro madri e le loro nonne. Ci sono pensionati che devono vivere con meno di 500 euro al mese.
E poi ci siamo noi, noi italiani residenti all'estero, siamo alcuni milioni.
Ci siamo fiondati in altre nazioni, ci siamo rimboccati le maniche e come i nostri antenati migranti spesso abbiamo dovuto lottare contro l'ostracismo degli indigeni che non volevano accettare la nostra presenza nei loro paesi.
Siccome siamo intelligenti siamo riusciti a costruire un presente ed un futuro per le nostre famiglie.
Non solo facendo pizze (il nostro amico Joe Farruggio con il suo 'il Canale' ha creato una miniera d'oro a cielo aperto).
Ma come medici, sfuggendo alle baronie italiche, siamo riusciti a farci ammirare e apprezzare nonostante la giovane età conquistando in molti casi il primato di importanti dipartimenti ospedalieri.
Ci riuniamo nelle nostre chiese e nelle nostre Case Italiane (a Washington proprio di fronte allo FBI).
Promuoviamo la nostra stupenda lingua nazionale con iniziative con il sigillo dell'ambasciata ma soprattutto con la consapevolezza di essere parte di un patrimonio culturale e artistico che non ha l'eguale nel mondo e godiamo di questo primato che leggiamo negli occhi di chi ci guarda con ammirazione.
Noi italiani all'estero abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando intelligenza, grande capacità di adattamento, gusto per l'innovazione, rifiuto della fossilizzazione culturale che impone ad altri di essere bravi solo nella loro limitata fettina professionale.
Noi italiani all'estero che adoriamo la nostra patria d'origine nonostante che spesso per ottenerne un certificato ci vediamo costretti a indicibili calvari mentre nel paese che ci ospita il cittadino normale è considerato persona di serie A e non di serie C.
Noi italiani all'estero impegnati ad insegnare ai nostri figli e nipoti e pronipoti che i numerosi, importanti uomini politici che hanno un cognome italico sono i discendenti di quegli analfabeti che si imbarcarono su piroscafi vetusti per andare a sfidare universi sconosciuti.
Noi italiani all'estero siamo stati preceduti da milioni di altri connazionali che venivano considerati "negri bianchi", perché pur di sopravvivere accettavano di essere pagati meno degli ex schiavi.
E, com'è successo qui negli Stati Uniti, siamo stati linciati da coloro che avevano timore della nostra capacità di adattamento, della nostra forza nel sopportare fatica, drammi familiari, incomprensione.
Ecco perché forse non è azzardato chiedere agli italiani d'Italia di prendere esempio dagli italiani all'estero per cercare di rimettere in carreggiata una nazione abitata da troppi disillusi che non riescono a trovare motivazioni ed energia sufficienti per far tornare la nostra Patria un protagonista a livello mondiale.
 

 

A PROPOSITO DELLA CRISI DI GOVERNO

di Pasquale Dante

02 settembre 2019


Mi perdonerete, ma discutere di una crisi di Governo aperta da un politico che mentre parla armeggia con oggetti sacri in Parlamento, non mi affascina.
Per altro, ad essere sinceri, sin qui l'unico miracolo che s'è registrato è stato quello della liberazione del Paese da un Ministro degli Interni preoccupante.
Ciò premesso, riguardo la crisi, suggerisco la lettura degli scritti di Livio Ghersi ( lo troverete in questo Sito nella pagina a Lui dedicata) e di Riccardo Mastrolillo ( lo troverete oltre che su questo Sito, nella pagina " altri contributi", anche su www.criticaliberale.it ).
Sarà bene avvertire che gli Autori appena richiamati, in perfetto stile Liberale, hanno opinioni e traggono conclusioni assai diverse: tuttavia, richiamando il senso di tolleranza che caratterizzava " Il Mondo" di Pannunzio ( riuscì a pubblicare in contemporanea articoli di Jemolo, Calamandrei e Parri, a quel tempo favvorevoli al dialogo con i comunisti ed articoli di Rossi, Salvemini e Garosci, assolutamente contrari ...) sollecito la lettura di entrambi gli scritti, sicuramente all'altezza dello standard Liberale che è ormai merce rara.
Per quanto mi riguarda, affronterò il problema della crisi di Governo e degli sviluppi, all'esame del programma e delle personalità cui saranno affidati i Ministeri chiave.
Il tutto sempre che il M5S non mandi tutto all'aria tramite la piattaforma chiamata ad esprimersi con efficacia vincolante su tutto, così confermando sia le proccupazioni di Umberto Eco ( ... non frequento i social perchè danno eguale importanza al parere di un premio Nobel e di un avventore del bar...), sia l'assoluta irrilevanza della rappresentanza parlamentare e leadership politica pentastellata.
Per adesso è tutto.
A presto,
                                                                                 

 

 

STARE IN EUROPA

di Pasquale Dante 

26 aprile 2019

 

Diciamolo francamente, noi Italiani ci amiamo ed in questo non facciamo eccezione alla regola: in molti si amano, il problema è che noi ci corrispondiamo appassionatamente.
Riusciamo ad amarci girovagando per Città sporche, trasandate e piene di buche, riusciamo ad amarci anche quando scansiamo le pallottole che ormai volano per aria come fossero coriandoli lanciati da bambini festosi nei giorni di carnevale, riusciamo ad amarci anche quando siamo costretti a convivere con la mafia la ndrangheta la sacra corona unita ed ogni altra diavoleria nelle sue mille sfaccettature, riusciamo ad amarci nonostanti consapevoli della corruzione, arte nell'esercizio della quale superiamo le capacità dei maestri della pittura rinascimentale e, per non farla lunga, ci amiamo appassionatamente al punto di dare ai Salvini ed ai Di Maio le responsabilità politiche, non della Svizzera, dove anche con un Governo dedito ai lazzi del goliardismo più deteriore le cose andrebbero bene lo stesso, ma di un Paese come quello appena descritto.
Ciò pèremesso, da qualche tempo, non sensa bisticciare con i congiuntivi, che è quanto dire, da più parti politiche si ritiene utile e producente prendere le distanze dall'Europa, come se tutti i problemi sopra riassunti fossero, non frutto di nostra inciviltà, ma diretta discendenza dalla scellerata decisione di adervi.
Stiamo scherzando?
Qui bisognerebbe ringraziare, se non tutti, la maggior parte dei Paesi Europei, per la clemenza a noi concessa nel tenerci all'interno di un contesto civile: tuttavia questo è il mio personale pensiero, poichè, stando alle preferenze raccolte da sovranisti e populisti, la maggioranza degli Italiani ( votanti) sembrerebbe pensarla in modo diverso.
Prevedo imminenti disastri, ma state tranquilli, siamo pur sempre in Italia ed al risarcimento dei danni provvederà uno dei soliti condoni.

  

Lo avevamo previsto:

3 maggio 2019 - ANSA 

 Spari tra la folla a Napoli: 3 feriti, grave una bimba

 

17 luglio 2019 - ANSA

 

Doppia 'stesa' la scorsa notte a Napoli.

Due raid intimidatori con spari all'impazzata si sono verificati in due zone della città. Due bossoli sono stati ritrovati alla Sanità, davanti alla chiesa nella piazza dove fu ucciso per un'altra stesa, il giovane Genny Cesarano vittima innocente di un raid di camorra. Altri otto bossoli sono stati invece ritrovati in piazza Materdei. Tutti i bossoli sono calibro 9 x 21. Su entrambi i fatti indaga la Polizia. Non si esclude che possa trattarsi della stessa banda ad essere entrata in azione: i due posti non sono lontani l'uno dall'altro

 

14 settembre 2019

 

Un uomo di 31 anni è stato ferito ad una gamba a colpi d’arma da fuco in via Acton, a Napoli. E’ ricoverato all’ospedale “Loreto Mare”: le sue condizioni non destano preoccupazioni.

L’episodio si è verificato intorno alle 5 di questa mattina. 

L’uomo ha riferito che era bordo della sua auto quando ha avuto una discussione con altri automobilisti. Uno di questi ha estratto una pistola e lo ha ferito. Indaga la polizia.